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Relazioni

Rimandare il matrimonio. Quello che i fornitori vorrebbero dire agli sposi e viceversa

Sposi e fornitori stavano viaggiando su una lunghezza d’onda condivisa fino all’arrivo del covid-19 che ha messo sotto stress sia le singole persone sia il rapporto fra di loro. Vediamo cosa sposi e fornitori vorrebbero dirsi a proposito di rimandare il matrimonio e vediamo anche come sarebbe meglio si parlassero. Per il bene di tutti!

Frequentando molti gruppi/forum di spose e seguendo il clima che si respira nell’ambiente imprenditoriale dei professionisti del matrimonio, non posso che fare caso alle esigenze che emergono da entrambe le parti. Ci si è trovati in una situazione del tutto inedita, preoccupante e incerta.

Tante coppie di sposi hanno già dovuto rinunciare alla loro data delle nozze rimandando tutto quanto di mesi o di un anno e più. E continuano a stare nell’ansia di sapere se il piano C dovrà sostituire il piano B. Quello che era stato programmato e le soluzioni che i professionisti pensano giorno e notte, non possono che restare campati in aria in attesa di qualcuno che dall’alto dica cosa si può e cosa no. E quando si saprà, ricominceranno da zero e sicuramente ad un costo economico ed emotivo.

I nodi della discordia

La variabile principale, cioè l’incertezza degli sviluppi della situazione a livello sanitario e normativo, ha fin da subito lasciato spazio alla speranza e all’incoraggiamento. Ma al livello immediatamente inferiore ci sono le esigenze di ognuno. E il fatto che l’incertezza per quanto la voglia tenere a bada, sta lì che cova sentimenti di paura.

La filiera del matrimonio è fatta di proprietari di ristoranti, camerieri, wedding planner, fotografi, fiorai, atelier di abiti da sposa ecc. un indotto che coinvolge migliaia di piccole, medie e grandi imprese che con l’evento matrimonio danno dare da mangiare alle proprie famiglie.

Loro consigliano di non annullare le nozze ma di rimandarle e possibilmente entro il 2020 in modo da recuperare un po’ di soldi almeno nell’ultima parte dell’anno.

Gli sposi, d’altra parte, vorrebbero un matrimonio senza restrizioni sanitarie e si sentono più sicuri a sospendere o comunque a spostare all’anno prossimo sperando nel vaccino. Nella stragrande maggioranza dei casi infatti, gli sposi non vogliono scendere a compromessi considerato che si tratta di un evento tanto atteso quanto unico nella vita.

Consigli per raggiungere un accordo

Chiamate, messaggi, video call: in queste settimane sono stati questi gli strumenti con cui le coppie e i loro fornitori si sono scambiati pareri, informazioni, speranze, comprensione. Ma quest’ultima, non diamola per scontata. I media tradizionali e peggio ancora i social, ci hanno abituati a poter dire qualsiasi cosa ci passi per la testa giudicando le azioni e le reazioni degli altri. Sono così tante le esperienze e le motivazioni personali che influenzano le nostre decisioni che, a meno che non ci prendiamo un momento per metterci nei panni dell’altro, è fin troppo facile vedere il mondo attraverso le nostre lenti distorcendo, a volte, la realtà. Prima di arrivare a conclusioni affrettate e reagire giudicando o attaccando sarebbe meglio fermarsi un attimo prima.

A pagina 185 del libro Come trattare gli altri e farseli amici di Dale Carnegie, si legge il principio n.8: “Cercate onestamente di vedere le cose dal punto di vista del vostro interlocutore“. Chiediti: “Se fossi nei panni di questo qui come mi sentirei, come reagirei?”

Bene, una volta che ti sarai calato nei panni degli altri sarai più comprensivo nei confronti della sua richiesta. Cioè, avrai conosciuto la causa che lo ha spinto a chiederti ciò che ti sta chiedendo. Ma se vuoi essere ascoltato e ottenere qualcosa, allora nella conversazione che avrai con il tuo fornitore o con la tua coppia di sposi fai così:

  • fai parlare l’altro e non interromperlo;
  • considera le idee e i sentimenti dell’altro importanti quanto i tuoi;
  • cerca di non sovrastimare né sottovalutare le sue richieste;
  • mostrando di accettare il punto di vista dell’altro, questo sarà indotto a mostrarsi altrettanto aperto verso le tue opinioni;

Sei certo di avere ragione? Ok, sappi che il pugno duro e le minacce sono controproducenti. Ad esempio potresti ottenere risentimento, disprezzo, irrisione. Perciò prima di partire in quarta a pretendere che l’altro ti dia quello che vuoi, respira e usa bene le parole: di fronte a te c’è una persona come te. Chiedigli come sta, interessati realmente alla sua situazione e vedrai che ascolterà la tua.

Coppie, questo è quello che vorrebbero dirvi i fornitori

  1. Le attività a conduzione familiare sono più flessibili delle aziende grandi ma hanno anche più difficoltà nel mandare avanti la baracca. Tienilo in considerazione quando farai il confronto con le esperienze delle altre spose.
  2. I fornitori che fanno parte di catene o grandi gruppi devono garantire un trattamento uguale per tutte le coppie di sposi. Sarà difficile che prenderanno delle scelte personalizzate per te. Devono trattare tutte le coppie in maniera uguale.
  3. I costi di gestione di una location – sia essa un agriturismo, un ristorante o un hotel di lusso – sono alti. Inoltre come ogni anno all’ inizio della stagione dei matrimoni, molti hanno fatto investimenti per abbellire e preparare le sale.
  4. Location piccole possono ospitare al massimo un matrimonio al giorno. Escludendo le date già prenotate, le alternative da offrire sono limitate e pur volendo è logicamente impossibile dare la massima disponibilità.
  5. Nonostante comprendano che sposarti in un sabato sera d’estate sia il tuo sogno, non è colpa loro se per l’anno prossimo non ne hanno più disponibili. Per gli stessi motivi per cui li hai scelti tu, anche altri sposi li hanno prenotati 1-2 anni prima. Fortunatamente è con quelle prenotazioni che stanno pagando le spese in questo momento.
  6. Sii più flessibile nel valutare anche altre opzioni. Il famoso piano B non va necessariamente visto come un ripiego, ma anzi come un piano A nuovo e sorprendente. Potrai scoprire e rivalutare cose su cui avevi pregiudizi infondati. Una stagione diversa, un giorno infrasettimanale: i professionisti sapranno aiutarti a fare le scelte giuste e datore di lavoro/ parenti/amici con tutto quello che è accaduto saranno comprensivi per il tuo giorno.
  7. Ambasciator non porta pena. La commessa dell’atelier, il maitre di sala, la wedding planner non hanno colpe se non riescono a darti le risposte che vorresti sentirti dire. Spesso hanno le mani legate e dipendono dalle scelte di altri. Perciò siate gentili con le parole e ricorda che stanno facendo tutto quello che gli è possibile fare.
  8. Ascoltate le fonti autorevoli degli esperti e siate critici rispetto a quello che viene diffuso in tv e sui social dagli sciacalli della pseudo informazione. Per quanto l’attesa sia snervante e ogni notizia vi faccia sobbalzare, prima di prendere delle scelte è sempre meglio attendere le comunicazioni ufficiali.
  9. Se potete pagare adesso, anche solo una parte, farete la differenza. Molti fornitori sono artigiani che lavorano in piccoli negozi o botteghe e lo fanno per dar da mangiare ai loro figli, pagare il mutuo e lo stipendio dei dipendenti . Non navigano nell’oro e il vostro acconto o il vostro saldo possono davvero aiutarli ad arrivare a fine mese.
  10. L’aumento di prezzo è un argomento delicato. Ci sono delle reali motivazioni dietro? Chiedi al fornitore una spiegazione. Magari è perché le materie prime inserite in un preventivo fatto nel 2019 adesso sono più care e rischia di non starci più dentro con le spese.

Fornitori questo è quello che gli sposi vorrebbero dirvi

  1. Non conosciamo nello specifico il funzionamento delle vostre attività perciò spiegatecelo in maniera chiara e onesta. Ad esempio non sappiamo se ci sono variazioni nel prezzo dei fiori oppure se l’abito da sposa scelto per un matrimonio estivo va bene anche in inverno.
  2. Abbiamo perso il lavoro, vogliamo prima riprenderci e vedere come va nel 2021. Può darsi che rimanderemo il matrimonio al 2022, per necessità non per capriccio. Un pagamento dilazionato nel tempo sarebbe più semplice per noi.
  3. Lacrime, paura e stress sono reali. Anche se ci dite di avere pazienza e che andrà tutto bene, l’impatto psicologico su chi ha fatto tanti sforzi già da un anno prima, è notevole. È preferibile che il fornitore spieghi chiaramente come intende muoversi e quali sono le sue motivazioni in modo da trasmettere sicurezza.
  4. Location, dateci una data alternativa in modo tale da poterci tranquillizzare mettendo un nuovo paletto in questo caos. Subito dopo potremo prendere accordi e organizzarci anche con gli altri fornitori.
  5. Il giorno del matrimonio non è solo il grande giorno. È l’inizio di tante altre cose a lungo attese: andare a vivere insieme, fare domanda d’adozione o ricevere la benedizione religiosa. Rimandare il matrimonio di un anno ha un impatto su situazioni molto importanti per ciascuno, perciò questo rende alcune coppie più stressate e vulnerabili di altre.
  6. La vostra comunicazione sui social va avanti ma non comunicate con noi! Oltre a pubblicare belle foto su facebook e instagram, prestate attenzione ai messaggi e alle mail che vi inviano gli sposi e rispondetegli il più velocemente possibile perché hanno bisogno di sentirsi considerati.
  7. Non chiedeteci maggiorazioni di prezzo per qualcosa che non dipende da noi. Se proprio volete modificare il prezzo dateci delle ragioni plausibili o almeno dateci la possibilità di scegliere anche un’opzione meno cara.
  8. Noi parliamo con gli altri sposi. Gruppi facebook e forum sul matrimonio sono il luogo adatto dove potremo tessere le vostre lodi se in questo momento così difficile ci sarete stati accanto.

Infine questo è quello che vorrei dirvi io

Quello che vorrei dire ai fornitori: arroccandovi sulla vostra posizione di imprenditori potrete fare la guerra, ma c’è la probabilità che la perdiate. La reputazione, sarà la prima che perderete.

Quello che vorrei dire agli sposi: pensate fuori dagli schemi, questa è la volta buona per sposarvi come vi pare e dove vi pare. Voi due o al massimo pochissime persone strette (niente prozii e amici di famiglia impazienti di raccontare aneddoti imbarazzanti sulla tua infanzia), due firme al comune e un rito simbolico bastano per avere un momento di pura felicità. La festa con 400 persone? Rimandatela all’anno prossimo o fra due anni senza stress.

Un’ultimissima cosa!

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Appassionata di cose belle: persone, luoghi, sensazioni. Guardo, ascolto e poi scrivo.

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